I cenci di Carnevale

I cenci sono la versione toscana delle chiacchere o frappe, tipici dolci preparati durante il periodo del Carnevale. Si ritiene che la prima ricetta sia da far risalire all’epoca degli antichi Romani, che nello stesso periodo in cui oggi noi festeggiamo il Carnevale, erano soliti mangiare i “frictilia”, leccornie fritte nel grasso di maiale. La parola “cencio” invece ha origini antiche, molto probabilmente fiorentine, ma il suo uso si è diffuso in tutta la Toscana. I dolci carnevaleschi hanno infatti la forma di un pezzo di stoffa.

Tale nesso si può ricollegare agli abiti delle maschere italiane più rinomate, in particolare Arlecchino e Colombina, personaggi della Commedia dell’Arte, e visto che siamo in Toscana, di Burlamacco, maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio.

Ingredienti:

500 grammi di farina
3 uova (2 intere e 1 tuorlo)
4 cucchiai di zucchero
50 grammi di burro (sciolto in un pentolino)
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina
1 bicchierino di vin santo o altro liquore per dolci
scorza di 1 limone o di mezza arancia
olio per friggere
zucchero a velo per guarnire

Preparazione:

Disporre la farina a fontana su una spianatoia. Al centro porre le uova e lo zucchero, iniziando a mescolare. Aggiungere il burro, il pizzico di sale, il liquore, la scorza di limone/arancia ed infine la vanillina setacciata. Impastare bene fino ad ottenere un impasto di densità media. Lasciar riposare la pasta per circa mezz’ora. Stendere la pasta con il matterello fino ad ottenere uno spessore di pochi millimetri. Tagliare la pasta a rombi e friggere in olio bollente. Preparare un piatto con carta assorbente per eliminare l’olio di frittura dai cenci caldi. Una volta che i dolci avranno raggiunto la temperatura ambiente, spolverare con zucchero a velo e servire in tavola.

La Befana

Conoscete la BEFANA?

La Befana è una vecchia brutta e gobba, con il naso adunco e il mento aguzzo, vestita di stracci e coperta di fuliggine, perchè entra nelle case attraverso la cappa del camino.
Infatti la notte tra il 5 e il 6 gennaio mentre tutti dormono infila doni e dolcetti nelle calze appese al caminetto. Ai bambini buoni lascia caramelle e dolcetti, a quelli cattivi lascia pezzi di carbone.
La Befana si festeggia nel giorno dell’Epifania, che di solito chiude le vacanze natalizie.
Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania” che significa “apparizione, manifestazione”.
La si festeggia nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio in ricordo dei Re Magi, che fecero visita a Gesù per offrirgli oro, incenso e mirra.
E così anche la Befana appare ogni anno nei cieli, a cavallo della sua scopa, in procinto di elargire doni o carbone, a seconda che i bambini siano stati buoni o cattivi.

VENITE A CASTELLARE DI TONDA NEL WEEK END DELLA BEFANA!!!